La strada dei fari

Guida turistica Bretagna 2017

**  Les Abers et L’Iroise – Siamo sulla punta nord della Bretagna. La strada dei fari percorre la costa dal faro dell’Ile Vierge al faro di Saint Mathieu. Da una parte l’arcipelago de la mer d’Iroise, la Pointe de Saint Mathieu e Le Conquet. Dall’altra parte, la costa magnifica degli Abers. Finisterre vi conduce nella Bretagna meno conosciuta e in rapporto la più vera, bella, interessante. Due stelle meritate, da sola vale quasi il viaggio.
  Dove si trova?


 Arrivare e parcheggiare:
Si arriva in zona in auto da sud passando da Brest oppure da Morlaix. L’aeroporto di Brest-Guipavas accoglie soprattutto voli interni da Parigi, Lione e Marsiglia. Per il capitolo parcheggio, segnalo il parcheggio all’entrata di Le Conquet consigliato per prendere il battello per le isole di Ouessant e Molène con navetta gratuita per il porto.
 Da fare da vedere
La punta di Saint Mathieu imperdibile, con il faro omonimo, il paese di Le Conquet, il giro della penisola di Kermorvan, il giro della penisola di Saint Laurent e la foto al faro di Le Four,  la strada costiera tra Argenton e Portsall (vedi sotto), il faro de L’ile Vierge, l’aber Wrac’h, Il villaggio di Meneham con la casa nella roccia (una delle due, l’altra è a Plougrescant).
 Consigli per gli acquisti
Il mercato di Saint Renan il sabato mattina.
 Alberghi, Chambres d’Hôtes e Gites 

  • I migliori hotel:
    Hotel Chateau de Sable – 
    38 rue de l’Europe Porspoder, tel 02 29 00 31 32. Di fronte alla penisola di Saint Laurent, hotel ecologico chic con camere dotate di tutti i confort e utilizzo di materiali naturali. Vista strepitosa sulla costa e il Phare Du Four. A partire da 100€.
    Hostellerie de la Pointe de Saint Mathieu
     –
    Pointe de Saint Mathieu, Plougonvelin tel +33(0)2 98 89 00 19. L’Hotel lusso della punta di Saint Mathieu sotto il faro che si accende tutte le sere, alte prestazioni. A partire da 100€
    La Butte – 2 rue de la mer Plouider, tel 02 98 25 40 54. La Butte in francese vuol dire collinetta e grazie alla collinetta tutte le camere sono vista mare. Spa hammam e piscina. Camere a partire da 90€
  • Alberghi economici, chambres d’hôtes
    Hotel Vent D’Iroise – Pointe de Saint Mathieu, Plougonvelin, tel 02 98 89 45 00. Stesso sito stesso proprietario, più economico con prestazioni da chambres d’hôtes. Possibilità di mezza pensione con il ristorante dell’Hôtellerie. A partire da 55€.
    Gîte des Pingouins de l’Aber – 28, rue de l’aber Ildut Brélès, tel 02 98 32 43 93. Situato nel centro del borgo di Brélès  tutto in pietra come tutto il borgo. Gite organizzato come se si fosse sul cammino di Santiago di Compostela con stanze a uno due o tre letti e prima colazione. Perfetto per escursioni sul GR34 all’aber Ildut.
    Village Vacances de Mezou Pors  – 25 route de Keroustad Porspoder, tel 02 98 32 43 93. Dei “pentys” (cascine bretoni) ristrutturati nel 2016 a 400 metri dal GR34 prezzi convenienti.

 Dove mangiare

  • Stellati gastronomici:
    Le Chateau de Sable 
    – 38 rue de l’Europe Porspoder, tel 02 29 00 31 32. Ristorante gastronomico la sera osannato dalle guide specializzate. A mezzogiorno, rapporto qualità prezzo imbattibile con menu a partire da 20€. Nel 2017 è previsto un secondo piano con vista mozzafiato sul oceano e il faro du Four.
    La Butte – 12 rue de la mer Plouider, tel 02 98 25 40 54. Punto di riferimento gastronomico trentennale, la Butte è stato onorato recentemente dalla guida più prestigiosa in Francia. Al tempo ci andavo a mangiare l’astice all’armoricana, cucina marittima e di prodotti bretoni. Novità 2017 Le Comptoir de la Butte (il bancone), ristorante gastro-economico con bella vista mare sulla baia di Goulven e menu a mezzogiorno a partire da 12€ (un piatto).
    Hôtellerie de la Pointe St-Mathieu – località Pointe de Saint Mathieu, Plougonvelin, tel 02 98 90 00 19. Hotel ristorante celeberrimo, l’unico sulla punta proprio accanto al faro. Complesso triplice con ristorante gastronomico (mi ricordo un carrello dei dolci stratosferico), hotel e, novità, il Bistrot 1954 con prodotti locali (ho visto passare un magnifico vassoio di frutti di mare).
  • Creperie:
    Louise de Bretagne, 
    6 Rue Poncelin, Le Conquet. In centro tutto in pietra crêpes ottime.
    Les Chardons Bleus, 82 rue de l’Europe Porspoder. Vicino alla penisola di Saint Laurent, crêpes strepitose.
    Crêperie du Manoir de Trouzilit, Route de Ploudalmezeau, Tréglonou. In un Maniero centro equestre, perfetto con bambini.
    Auberge du Meneham, Meneham, Kerlouan. Proprio al villaggio dai tetti di paglia, possibilità di ristorazione rapida ai tavoli all’aperto.
  • Insolito: Ristorante Prat Ar Coum, Lieu-dit Prat Ar Coum, Lannilis Tél. 02 98 04 00 12. Ostriche, granchi e vassoi di frutti di mare direttamente nell’allevamento più conosciuto della zona. In luglio e agosto dal lunedi sera al sabato a partire da 35€.

 


La visita di Finisterre
*Pointe et Phare du Petit Minou – La strada dei Fari
vedi la cartina sotto, la cominciamo nel comune di Plouzané sulla strada verso Le Conquet, dove troviamo il il sito e il faro posto all’entrata della magnifica rada di Brest. Oltre al faro, e alla spiaggia spot di surf e anche di bagno per i più ardimentosi, vi consigliamo l’escursione sul sentiero GR34 verso Brest per arrivare, a un’ora di marcia, al Fort du Mengant con la cannoniera dell’epoca del Re Sole. Se guardate bene, dalla parte opposta della rada, vedrete la cannoniera gemella. Le due cannoniere con il loro tiro incrociato erano la formidabile difesa marittima dalla rada di Brest. Ripresa l’auto al parcheggio della spiaggia di Le Minou, si continua sulla strada verso Plougonvelin e il sito de la pointe di Saint Mathieu.


***Sito della Punta di Saint Mathieu:
È qui che il termine “fine della terra” prende tutto il suo senso, un abbazia in rovina accanto a un faro e una cappella in pietra sulla punta di una scogliera a picco sull’oceano. Il faro, l’abbazia e la chiesa in pietra formano uno dei complessi architettonici simbolo della Bretagna. I fotografi si applicano per trovare l’angolo e la luce migliore, soprattutto al tramonto.

A un certo punto è diventato tutto rosa

Il faro è visitabile dalle 10 alle 19:30 in luglio e agosto, 163 gradini, e il panorama è splendido. Per gli orari completi guardate qui. Insieme al faro si può visitare il museo dell’abbazia e il biglietto serve anche per il faro di Trezien distante 20km sulla strada degli Abers. Ai piedi del faro parte il sentiero costiero verso sud che ha ben 3 etichette: cammino per il santuario di Compostela a 2000 km (!), sentiero dei doganieri e GR34.  Per i dettagli, ecco un articolo dedicato. Si consiglia caldamente di percorrerne almeno qualche centinaio di metri per ascoltare le onde dell’oceano infrangersi sulla scogliera e ammirare il panorama della punta della Bretagna.

* Le Conquet – un paesino tutto in pietra e un porto caratteristico in un ansa, il nome deriva dal latino conca. A proposito di latino, pare che qui arrivasse la strada romana da Carhaix, e il porto si spartisce con Brest le probabilità di essere la “Gesocribate” della tavola di Peutinger. Storia ricca in ogni caso anche per le battaglie e assedi che interessavano gli inglesi che venivano ogni tanto dall’altra parte della manica. La visita del centro storico comprende anche la Maison des Seigneurs e la Maison des Anglais (vedi un altro articolo dedicato a Le Conquet). Visita tutto sommato rapida e che lascia la possibilità di gustare qualche buona birra (con moderazione) o una crepe con sidro. Dalla parte opposta del porto si trova la penisola di Kermorvan con faro e escursione pedestre fortemente consigliata.


La strada degli Abers

Fort Vauban sull’Isoletta Vauban con il faro di Kermorvan all’orizzonte.

Dopo il giro della penisola di Kermorvan, la strada passa per la Pointe de Corsen, il punto più a ovest di Francia, con la bella spiaggia omonima. Proseguendo sulla strada, passiamo vicino al faro di Trézien visitabile in luglio e agosto e durante le vacanze scolastiche. Poi, verso Plouarzel possiamo fare una deviazione per vedere il menhir più alto di Francia ancora in piedi.

*Menhir de Kerloas – ha 5000 anni e si vede a malapena dal parcheggio sulla strada in un campo isolato, eppure è alto di quasi dieci metri ed è appunto il più alto megalito di Francia ancora in piedi.

Il menhir di Kerloas

Ha anche la particolarità di avere due “gobbe” che si vedono a un metro da terra dotate pare di poteri magnetici. Le giovani coppie, tradizione antica, venivano a “strofinarsi” sulle gobbe per augurarsi fortuna e figli maschi. Un’altra leggenda parla di una grotta piena di tesori sotto il menhir. Una volta all’anno la notte di San Silvestro, durante i dodici rintocchi della mezzanotte il menhir si alza e va a fare il bagno al mare distante qualche chilometro. Ma guai al malcapitato che tenterebbe di rubare il tesoro perché il menhir torna all’ultimo rintocco e chiude la grotta.
La strada costiera passa poi per Brélès con deviazione consigliata per vedere il castello di Kergroadestutto in granito locale, costruito agli inizi del 17° secolo. Visitabile e abitato ancora oggi. Anche il parco del castello è interessante. Molte animazioni come l’escape game (chiusi in una stanza del castello bisogna risolvere degli enigmi per poter uscire), oppure le visite notturne al lume di candela
Tornando sulla costa arriviamo al primo degli “abers”  l’Aber Ildut. 
Un momento, strada degli abers, regione degli abers…cos’è un aber? 
Un aber è come un fiume ma al contrario, come un fiordo norvegese, con l’acqua del mare che entra e esce in funzione della marea.

Un goémonnier con lo scubidou (scusandomi per la qualità della foto)

*Lanildut – paese microscopico e porto sul Aber Ildut, primo porto europeo per la raccolta delle alghe usate per cosmetica e come addensanti alimentari. Da vedere la Rumorvan con le belle dimore di capitani di mare in granito rosa locale e il porto per la curiosità di vedere un battello “goémonier” con lo “scubidou”, una specie di forchetta gigante che raccoglie le alghe sul fondo e le carica a bordo dopo averle strizzate girando la forchetta come una trottola. Dal porto prendendo il sentiero costiero si nota all’entrata del aber, una roccia di forma allungata che tutti chiamano “le crapaud” (il rospo).
Lasciato Lanildut arriviamo a Porspoder e alla penisola di Saint Laurent da dove si possono fare foto splendide del faro che segna il confine tra l’Atlantico e la Manica, il cosiddetto Phare du Four. Occorre beninteso un teleobiettivo abbastanza potente e pazienza e fortuna per capitare in un giorno di houle (onda oceanica). Il faro lui è sempre lì a 2 chilometri dalla costa massiccio e proporzionato il preferito dalla redazione di Finisterre. Curiosità della penisola, una spirale celtica di pietre, pare che chi la percorre sia purificato dalla potenza magnetica. Parola di druido.
La strada degli abers continua verso Argenton e oltre avendo cura di seguire le indicazioni per la *“route touristique”, si arriva all’inizio della costiera, alla spiaggia di Penfoul, sabbia bianca mare blu e spot di surf. Siamo sulla porzione spettacolare del circuito, strada costiera con enormi ammassi di rocce granitiche e in caso di tempesta con alta marea, con le onde arrivano fino alla strada.

Chapelle Saint Samson

Da notare sulla sinistra un altro spot, fotografico famoso della Bretagna, la Cappella di Saint Samson. Il santo è uno dei sette santi fondatori della Bretagna morto a Dol de Bretagne nel dipartimento dell’ile et Vilaine. Grazie a Saint Samson, la città di Dol è tappa del pellegrinaggio medioevale dei sette santi fondatori: le Tro Breizh (tour della Bretagna continentale). Ma questa è un’altra storia, noi continuiamo sulla strada verso Portsall porto stretto in un ansa dove viene conservata l’ancora rotta dell’Amoco Cadiz il di cui naufragio generò la prima marea nera della storia nel 1978. Una chicca per gli amanti di magaliti, accanto alla pescheria di Portsall, parte un sentiero che sale verso un sito detto Guilliguy che sembra il nome di un scherzo per fare solletico ma si arriva su un dolmen con croce romana e panorama mozzafiato. I locali dicono che è il più bel panorama del mondo.

La strada prosegue verso Ploudalmezeau e Tréglonou per contornare e poi attraversare l’Aber Benoit. A Lannilis possiamo fermarci un attimo in piazza per comprare il pane in una delle migliori panetterie di Francia. Dopo si continua in direzione di Plouguerneau oppure si gira verso sinistra in direzione di Landeda, le dune di Sante-Marguerite, la Baia degli angeli e L’aber Wrac’h. 

L’aber Wrac’h visto dall’alto

L’aber Wrac’h è il più grande e bello degli abers della regione, la strada costiera offre panorama più miti rispetto alla bellezza selvaggia della costa sull’oceano. Il nome della baia (degli angeli) è tutto un programma.
Una volta ritornati sulla strada principale in direzione di Plouguerneau, c’è un punto panoramico da non perdere quando la strada si affaccia sul aber dall’alto, il tempo di una foto ricordo.
Plouguerneau si seguono le indicazioni per la frazione Lilia e si tiene la destra una volta arrivati sul mare. Dopo qualche centinaia di metri si arriva in vista del più alto faro d’Europa tutto in pietra, alto e fiero a un chilometro dalla costa. Le macchine fotografiche mitragliano.

*Phare de l’Ile Vierge –  E il più alto faro del mondo in pietra a 82,5m. Con una gittata di più di 50km, illumina tutto il Finistère nord. La visita vale la pena naturalmente per ammirare il panorama, ma anche per apprezzare i 360 gradini in pietra intagliati a mano e le migliaia di piastrelle di opalina che rivestono l’interno del faro. Il miglior modo per visitare il faro e quello di imbarcarsi con la compagnia Vedettes des Abers all’aber Wrac’h, per una crociera di due/tre ore tramite una compagnia marittima come meglio spiegato in un’altro articolo. Riprendiamo l’auto e torniamo verso Guisseny e Kerlouan, per l’ultima attrazione della strada dei fari: il villaggio di Meneham.
*Meneham – Inizialmente corpo di guardia militare, poi caserma dei doganieri, il villaggio di Meneham con la sua celebre garitta incastonata in un’ enorme roccia granitica, è stato restaurato qualche anno fa e diventa una meta imperdibile della strada dei fari. Le casette col tetto in paglia che ospitavano al tempo i doganieri e le loro famiglie sono state oggetto di un restauro conservativo che permette di apprezzare un tipico piccolo villaggio bretone sulla costa. Oggi, artigiani e pittori si sono istallati nelle casette col tetto in paglia e il Gite di Meneham permette l’esperienza di dormire sul posto e di mettersi nei panni di un doganiere di guardia alla costa.

La Basilique de Notre dame du Folgoet

La strada dei fari finisce qui, se si vuole farne un circuito, conviene tornare indietro per l’interno passando per Lesneven e Le Folgoet con la magnifica **Basilica di Notre Dame du Folgoet inaugurata nel 1423, è la più antica basilica minore di Francia. In seguito altra tappa interessante nella cittadina di Saint Renan col centro storico e la piazza del vecchio mercato (Place du Vieux Marché) dove tutti i sabati mattina si tiene uno dei più ricchi e pittoreschi mercati di tutto il Finistère.

 

 


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close