La Pointe du Raz

***  Pointe du Raz – Anche se non è la più all’ovest di Francia, battuta per poche centinaia di metri dalla punta di Corsen, la pointe du Raz è il simbolo della lotta perpetua tra la terra, il vento e il mare. Anzi tra la roccia il vento e il mare, qui di terra ce n’è poca. Uno sperone roccioso che si incunea nell’Atlantico battuto da venti e maree, spaventosamente bello, malgrado i parcheggi a pagamento e il quasi milione di visitatori all’anno. Anzi forse bisognerebbe dire grazie al parcheggio a pagamento, che ha allontanato di un chilometro le macchine e i negozi di souvenir. Per godere al meglio della visita però bisogna avere alcune accortezze, e non limitarsi alla punta. Seguite la guida.


  Dove si trova?

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 Arrivare e parcheggiare:

Si arriva da Quimper passando o da Douarnenez  e/o da Audierne nel Cap Sizun. Il Cap Sizun è la regione tra Quimper e la punta. Due chilometri dopo Plogoff, sarete gentilmente ma fermamente invitati a parcheggiare al parcheggio a pagamento distante un chilometro dalla punta e proseguire a piedi. Se proprio non volete pagare potete parcheggiare alla baia dei trapassati e farvi l’escursione sul GR34 come è meglio spiegato nella visita più sotto.


 Da fare da vedere

Vedere la Pointe du Raz, passando dal GR34 stando attenti a non farsi portar via dal vento senza cadere giù dalla scogliera. Osservare il panorama sul faro della Vieille, l’isola di Sein, il “Raz de Sein” e se siete fortunati fino al faro mitico d’Armen (binocolo e teleobiettivo di rigore). Vedere la baia dei trapassati (Baie des Trépassées) stando attenti a non disturbare le anime dei druidi defunti che partivano da lì per il loro ultimo viaggio. Vedere e camminare sulla punta di Van (Pointe du Van), l’altra punta diversa ma altrettanto bella. Per finire, visitare la riserva ornitologica del Cap Sizun.


 Consigli per gli acquisti

Il centro di accoglienza vicino al parcheggio offre negozi di souvenir e informazioni utili alla visita. Negozi turistici, ma la birra era buona.


 Dove mangiare

  • Le esperienze a Audierne e vicinanze non sono state per ora particolarmente soddisfacenti. Nell’attesa non diamo indicazioni.

 Alberghi e Gites 

  • Chambres d’hôtes – Keryann  – Kergrodes, route de Keramu, 29770 Cleden-Cap-Sizun. http://www.chambres-hotes-keryann.com. Isabelle e Jesse vi accolgono con estrema gentilezza e disponibilità. Le camere sono ben curate e la prima colazione è divina, tra marmellate e dolci fatti in casa.

La visita di Finisterre – Ci siamo concessi il privilegio di passare un mezzo week-end alla Pointe du Raz, arrivando un sabato pomeriggio direttamente al Bed and Breakfast sopra citato. Isabelle con il suo simpatico accento canadese, ci ragguaglia sulle escursioni, sui parcheggi e sulle possibili attività in zona. C’é la possibilità di lasciare l’auto al parcheggio gratuito alla spiaggia della Baia dei Trapassati e raggiungere la punta passando dal GR34 in un ora di marcia. Sarà la nostra escursione per domani per ora riprendiamo subito l’auto per percorrere i tre chilometri fino al parcheggio e paghiamo. Camminiamo verso la punta con una certa fretta come se avessimo un appuntamento.

pointe su raz 11

La giornata è soleggiata e luminosa, il vento fresco rinvigorisce i nostri passi. Vediamo la punta in fondo, dietro la brughiera il panorama si annuncia strepitoso, cielo terso e visibilità chilometrica. il sentiero asfaltato corre sinuoso accanto alla strada utilizzata oramai solo dai mezzi tecnici. Al tempo prima dell’attuale parcheggio, le auto arrivavano fino alla stazione radar parcheggiando dappertutto. Grazie all’obbligo di parcheggio il sito è ritornato naturale e la passeggiata fino alla stazione è molto piacevole.

Alla nostra destra l’altra punta del capo, la Pointe du Van con la chapelle de Saint-They dove andremo domani, e nello sfondo addirittura la Pointe de Saint Mathieu a 30 km in linea d’aria a testimonianza della grande visibilità della giornata. Quando penso che qualche volta qui non si vede a dieci metri mi dico che oggi siamo fortunati.

pointe du raz 12

Passata la stazione radar l’ambiente, da vegetale diventa minerale, il vento cresce per l’effetto punta e l’oceano comincia a farsi sentire. Al largo il panorama tra i più famosi di Francia con la pointe du Raz, poi la roccia vicina Gorle Greiz e  il faro della Vieille sulla roccia lontana Gorle Bella, I bretoni sono pragmatici con i nomi: roccia lontana, roccia vicina e via. Tra Gorle Greiz, la Vieille e il largo, il terribile Raz de Sein dove i battelli si avventurano facendo il segno della croce. Guardando la corrente che passa alla velocità di un vespino 50, si vede in lontananza una striscia di terra sottile come un capello e guardando meglio si vedono inopinatamente delle case sopra il filo di terra. L’isola di Sein in tutta la sua fragilissima bellezza.

(cliccate sulla foto per vederla in grande, tutte le foto sono zummabili, scusate l’orribile neologismo)

pointe du raz panorama

 

Torniamo indietro, ritorneremo domani in versione trekking. Per ora la fame ci spinge verso luoghi abitati e passiamo la serata a Audierne. Il porto e il molo sono caratteristi e la ricerca del ristorante è piacevole anche se la cittadina sembra un po’ vuota così a inizio stagione. Molti ristoranti sono comunque aperti e c’è gente dentro. Ci lasciamo attirare da un ristorante chic con la sua stella luccicante, ma veniamo rifiutati per ora tardiva (21:10!). Forse non eravamo vestiti adeguatamente. Il ristorante accanto e meno chic ma lui ci prende e mangiamo correttamente. Domani ci aspettano i druidi defunti.

Ci sono due teorie sul nome Baie des Trépassées, Baia dei Trapassati. La prima terribile dice che i naufragati del Raz de Sein si ritrovavano su questa baia per via delle correnti, l’altra più celtica, viene da una cerimonia che consisteva a mettere i druidi defunti su una barca e lasciarli andare verso l’ile de Sein luogo di sepoltura. Preferiamo la seconda. Guardandola la baia non riusciamo a capire, vediamo una bella spiaggia bianca con acqua trasparente e due ristoranti alberghi di uno stile indescrivibile a metà tra il bretone e lo chalet svizzero.

pointe du raz 5

Proseguiamo per arrivare alla Pointe du Van, da dove partiremo per il nostro trekking di due ore. Camminando si parla poco per guardare molto.

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Il sentiero corre vicino al precipizio, non dico che da le vertigini, ma quasi.

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Ripassiamo davanti alla Baia dei Trapassati e un volontario riprende l’auto per evitare di dover tornare indietro. Gli altri continuano sul GR34 fino alla Pointe du Raz dove eravamo ieri. Spinti dall’entusiasmo continueremo dopo al punta fino all’altezza del parcheggio sulla costa sud della punta, più calda e protetta dal vento. Nelle foto il vento non si vede ma fidatevi, tra la foto sopra e quella sotto ci sono un maglioncino e una giacca a vento di differenza.

pointe du raz 9

Ritorniamo al centro di accoglienza e parcheggio, prendiamo l’auto e partiamo verso l’ultima tappa del nostro week-end, la riserva ornitologica del Cap Sizun a una decina di chilometri verso Douarnenez. Sempre la scogliera ma piena di uccelli marini, una guida  sul posto ci istruisce sulle differenti specie animali e l’apparecchio fotografico mitraglia. Il week-end volge al termine, torniamo pieni di luce, mare e vento negli occhi e nelle orecchie.

pointe du raz riserva


 

Un pensiero riguardo “La Pointe du Raz

  • 2 agosto 2017 in 23 h 24 min
    Permalink

    mi piace paesaggi stupendi spero di visitarli al più presto

    Risposta

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