I fari del Finistère

(nella foto: Le Phare du Four)

Basta guardare la cartina della Bretagna per rendersi conto della “frastagliatura” della costa. Talmente frastagliata che non é facile trovare una lunghezza standard. C’è chi dice 1250 km di costa solo per il Finistère ma si può arrivare a cifre diverse se si cambia il metodo di calcolo. È per via della configurazione “a frattale” della costa Bretone, con una costa così frastagliata è normale la concentrazione di fari che is trovano in questa parte della Bretagna, Wikipedia recencisce 48 fari se ho contato bene.
Costa a frattale o meno, il Finistère ospita anche i fari più alti, potenti e spaventosi di Francia. Ecco una classifica personale.


Il faro più alto
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Il faro dell’Ile Vierge – 80 metri e 400 gradini, è il più alto d’Europa. In pietra, con una portata di 50, km illumina le costa del Finistère nord (siamo nella Manica). Ho rifatto la foto da altri angoli e continuo a vederlo un po’ pendente a destra come la torre di Pisa. Forse è per via dell’instabilità della roccia sottostante che ha richiesto molteplici lavori di consolidazione. Per visitarlo bisognerà trasbordare sull’isolotto (Ile Vierge) a 1 km dalla costa con una compagnia marittima Les Vedettes des Abers, che organizza crociere dal Aberwrac’h un porto lì vicino. La visita del faro è gestita dal Ecomuseo di Plouguerneau. Mentre salite la scala a chiocciola stupenda contando 397 gradini (contando anche quelli all’entrata del faro), guardate le migliaia di piastrelle di opalina delle quali è interamente rivestita l’interno della torre, servirà anche a rassicurarvi in caso di vertigini, la ringhiera non è altissima.


Il faro più bello

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Il faro di Creac’h sull’isola di Ouessant – Che volete che vi dica, con la sua maglietta a righe tutto bello e ripulito per me è quantomeno il più marinaro. Oltretutto ci si arriva tradizionalmente alla fine del tragitto con la bicicletta noleggiata arrivando a Ouessant, e lo si vede da lontano come il premio dei nostri sforzi pedalatori. È situato su una punta a ovest dell’isola vicino a una scogliera spaventosa. È uno dei fari più potenti al mondo perché deve guidare le navi all’entrata della Manica. Il faro stesso non si visita ma vi consiglio caldamente il Musée des phares et balises sottostante.


Il più mistico

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Il faro della punta di Saint Mathieu – è situato sulla punta omonima, una delle tre punte della Bretagna, vicino alle rovine di un abbazia e al villaggio di Le Conquet. È il luogo dove il senso di “fine della terra” prende tutto il suo significato. Si può visitare nella bella stagione e pur essendo vicino a Le Conquet, appartiene al comune di Plougonvelin. Dal faro, una vista eccezionale in caso di bel tempo si vede tutto il Finistère.


Il più visitato

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Il faro di Eckmühl a Penmarc’h – a dispetto del suo aspetto sobrio, il faro di Eckmülh è l’unico faro bretone ad avere sangue blu nelle vene. Fu costruito fine 19° grazie a un lascito della Marchesa Adélaïde-Louise d’Eckmühl de Blocqueville che stipulava che il faro dovesse chiamarsi col nome del padre. È alto più di 60 metri e illumina le notti della costa del Finistère sud sotto Quimper. È il faro più visitato di Francia e i visitatori possono ammirare la scala concentrica con le piastrelle di opalina e la ringhiera in bronzo. Una volta saliti i 300 gradini, il panorama permette di vedere dalle isole dei Glénant fino alla Pointe du Raz. Curiosità: dal 2007 ogni anno in agosto, si tiene il campionato “mondiale” di salita del faro. Il record è sotto i 50 secondi (!!).


Il faro preferito

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Phare du Four – Porspoder Finistère – Il preferito dalla redazione di finisterre, ma perché? Forse perché è il primo faro di mare che il sottoscritto vide da una barca, e sembrava piccolo dalla costa e invece è massiccio (30 metri) e di belle proporzioni. Se ne sta solo in mezzo al mare ed è capace di prendersi delle onde gigantesche senza alzare un sopracciglio (di pietra penso che i fari abbiano sopracciglia in pietra) guardate questa serie di foto in attesa che il teleobiettivo del sottoscritto possa farne di nuove da mettere quì. La sua posizione segna tradizionalmente il confine tra l’oceano Atlantico e la Manica.


 La star dei fari di mare

Vue aérienne, phare de la Jument photothèque CRT Bretagne
Vue aérienne, phare de la Jument photothèque CRT Bretagne

Phare de la Jument Ile d’Ouessant – Prende il nome dalla roccia sulla quale é stato costruito agli inizi del novecento dopo che una innumerevole serie di naufragi convinsero della necessità di mettere un testimone all’entrata del Passaggio del Fromveur tra le isole Molène e Ouessant, un tratto di mare dove la corrente arriva a 20 km/h come il mio vespino salendo in città alta a Bergamo. Perché la star? La Jument é famosissimo sopratutto per la foto dove si vede il guardiano con le mani in tasca guardare dalla porta mentre dietro un’onda gigantesca sta arrivando sul faro. Ma non solo, il nostro faro é anche star di cinema: nel 2004 un film francese “L’Equipier” racconta la storia di due guardiani del faro della Jument. Finisterre rispetta scrupolosamente i diritti d’autore, vi posso solo offrire la “bande-annonce” come dicono i francesi.


Il faro infernale

JOB Nicolas - Vue aerienne, le phare Ar Men
JOB Nicolas – Vue aerienne, le phare Ar Men

Le Phare de Ar Men, Ile de Sein – “Qui voit Ouessant, voit son sang, qui voit Sein voit sa fin” al largo dell’isola di Sein, un faro infernale, a cominciare dalla costruzione perché la roccia omonima sottostante, si scopre solamente a bassa marea. Ci sono voluti anni solo per fare i buchi sulla roccia per poter mettere i ferri necessari alla creazione della base del faro. Le barche di soccorso hanno ripescato per decine di volte gli operai che venivano buttati a mare dalle onde. Alla fine il faro fu costruito ed é diventato infernale per i guardiani: chiamato “l’inferno degli inferni” per via della distanza dalla isola e le condizioni di mare che rendevano diffile il cambio durante le tempeste. Anche durante il lavoro di guardia di tutti i giorni il faro veniva scosso frequentemente e il rumore delle onde era infernale (appunto). Dal 1990 non ci sono più guardiani al faro di Ar Men, come in tutti gli altri fari Bretoni marittimi.


 

 

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