La Bretagna a piedi: sulle tracce del villaggio di Asterix

“Siamo nel 50 A.C. tutta la Gallia è occupata dai Romani. Tutta? No! Un piccolo villaggio dell’Armorica resiste ancora e sempre all’invasore”.
La redazione di Finisterre è andata dalle parti del “Cap Erquy” a caccia del villaggio degli irriducibili Galli.

Ma gli irriducibili Galli sono veramente esistiti? Noooo, come tutti sanno sono personaggi di una celeberrima serie di album a fumetti. Allora come è possibile andare a caccia di un villaggio di personaggi immaginari?
È possibile perché il disegnatore di Asterix, Albert Uderzo, rispondendo a una domanda in merito, ammise di essersi inspirato dai luoghi dove andava in villeggiatura da ragazzo mentre soggiornava a Saint Brieuc durante la 2 guerra mondiale.

Siamo arrivati a Erquy, di buon mattino. Il paese, quello vero, si staglia dietro la spiaggia concava, con la serie di case che ricordano più quelle degli Aristogatti che le capanne in pietra e paglia.

Erquy, spiaggia grande e piatta come molte spiagge della zona

La spiaggia ci servirà di punto di partenza per il trekking….diciamo camminata, intorno al cap Erquy, a sinistra guardando la foto sopra. Abbiamo preparato un itinerario con il fedele Openrunner,

Il sentiero è, come al solito, il GR34 sentiero dei doganieri o costiero almeno per una buona parte e incomincia a salire subito dalla fine della spiaggia e ci offre alcuni scorci della baia di Erquy con le barche in ammollo.

Il sentiero esce dall’abitato e entra nella zona naturale protetta del Cap d’Erquy per poi girare a sinistra verso la costiera scendendo e salendo, entra nella zona detta “les lacs bleus” una serie di laghetti a mezza scogliera, risultato di una cava di pietre di gres rosa con la quale sono fatte tutte le case di Erquy. La zona è calma e silenziosa con una vegetazione quasi mediterranea.

Improvvisamente un altro laghetto e una foresta con pietre messe in cerchio. Avessimo trovato la foresta di Panoramix?

Il sentiero cambia e il panorama diventa più minerale. Siamo indiscutibilmente sulla scogliera bretone e sul GR34 ma ci manca un po’ la selvaggità del Finistère. Nel punto più alto sulla scogliera arriviamo al “Four à boulets rouges”, letteralmente forno a palle (di cannone) rosse cioè incandescenti per colpire e incendiare i battelli nemici (leggasi battelli inglesi).

In francese “tirer à boulets rouges” vuol dire “sparare a zero”

Dopo il forte si scende in una valletta di felci e brughiera con declivio lieve. Che sia la piana del villaggio dei Galli irriducibili? In ogni caso bisognerà stare attenti a seguire il sentiero girando a sinistra come ci indica la direzione bianca e rossa tracciata sulla roccia.

Tutti i sentieri della zona sono ben segnalati, alcuni sentieri sono adatti ai disabili. Arrivando nella zona propriamente del Cap d’Erquy, una strada asfaltata rovina un po’ la vista. Il contributo da pagare per un compromesso accettabile tra auto e camminatori.

Passato il capo, l’orizzonte si apre verso il paese più a nord: Les Sables D’Or di nome e di fatto. Noi scenderemo e saliremo tra spiagge dorate e mari di felci per poi girare a destra, uscire dal tracciato e ritornare alla spiaggia principale di Erquy dove ci aspetta una crepe con sidro come premio per gli sforzi. Avremo messo 3 ore abbondanti più le soste. Sentiero relativamente facile.

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