Uscito dal ristorante Rossetto aveva due possibilitá: o interrogare l'amica
infermiera o il provider internet. Scelse la seconda perché l'idea di ritornare
all'ospedale non gli piaceva per niente. Aveva mandato via l'autista con l'auto
di servizio e quindi prese il pulman. Il grosso complesso del Triangolo visto
ad altezza pulman aveva ancora di piú un aspetto Mussoliniano. A Rossetto
non piaceva ma aspettava a farsi un'idea definitiva piú avanti quando si sarebbe
riempito di negozi e abitanti e i giardini interni avrebbero avuto un'aria
meno desertica.
La cittá gli piaceva: troppo sobria e seriosa come lui un po' noiosa forse
ma fedele a se stessa nel tempo. Anche l'amministrazione di sinistra si era
rapidamente allineata alla mentalità bergamasca tanté che anche se al governo
da qualche anno, nessuno si era accorto del cambiamento.
L'insegna diceva "internet service provider, software solutions". A Rossetto
venne in mente Sordi che diceva in accento american/romanesco "maccherone,
tu m'hai provocato e io mi ti magno". La segretaria trasalí leggermente alla
vista della tessera di servizio e corse a chiamare il titolare; uomo di bassa
statura con lo sguardo un po' svicolante come se da qualche altra parte ci
fosse sempre qualcosa da guardare. Si sedettero uno di fronte all'altro con
computerone a lato con schermo pieno di numerini e lettere bianche su fondo
nero sobrio che fa guru del computer che non ha tempo da perdere con le interfacce
grafiche.
"Commissario, cosa posso fare per lei?"
"Sto indagando sulla morte di una infermiera di nome Angela Caroncelli che
aveva un abbonamento per l'accesso a internet qui da voi."
Pausa, cenno del capo del titolare come per dire, "e allora?"
"In attesa dell'autorizzazione del giudice, mi farebbe comodo avere tre cose".
Pausa, cenno del capo e leggera apertura delle mani giunte sul tavolo come
per dire "se posso".
"Prima di tutto vorrei che non interrompeste il contratto fino a nuovo ordine".
"Nessun problema".
"Poi vorrei avere il tabulato dei siti visitati usando l'accesso in questione
e la password dell'utente".
"Questo é già più delicato, lei ha parlato di un'autorizzazione del giudice
che sarebbe indispensabile. Ma se insiste."
Adesso é il turno di Rossetto nel piazzare la pausa ad effetto. Il titolare
aveva gia cominciato a digitare velocemente sulla tastiera del computerone
e dopo poco una silenziosissima stampante aveva sparato il suo verdetto.
"Ecco qua, per ogni riga troverà l'ora di inizio e di fine della connessione
e gli indirizzi dei siti visitati. Le ho segnato lo username e la password
in fondo." Rossetto piega e mette in tasca meccanicamente, poi riapre e da
un occhiata poi richiude definitivamente e se ne va.
In questura a quell'ora del pomeriggio, regnava una calma olimpica, l'ufficio
di Rossetto non aveva niente di speciale, arredamento tipo ministeriale spoglio,
foto del Presidente e di Papa Giovanni lasciata da non si sa chi, scrivania
gigante in altezza che constringeva Rossetto a scrivere con il mento sul foglio.
Il computer dava una nota di colore blu traslucido all'insieme. Guardandolo
Rossetto pensava a fino a quando sarebbe riuscito a resitere alla tentazione
di uniformarsi al grigio PC da ufficio omnipresente.
Il tabulato dava una serie di date, di ore e minuti, e di liste di indirizzi
in Internettese. Per capire a cosa corrispondeva numeri come 256.154.76.2,
Rossetto dovette accendere il computer e digitare ad uno ad uno gli indirizzi
per vedere dove lo portavano.
Si ritrovó nell'ordine, alla sede della lega per la protezione degli animali,
al sito di una clinica in Bretagna, ad un paio di motori di ricerca, a un
sito per la vendita di libri e cd-roms e in India ancora alla sede locale
della protezione degli animali. Animali, l'infermiera Angela aveva un interesse
particolare per gli animali (e i vecchi), ma per Rossetto l'India e la Bretagna
non avevano alcun significato evidente.
Poi chiamò Anselmi al telefono interno che arrivò con l'aria solenne:
"Alberto, ecco gli effetti personali della ragazza"
"Anslmi, che ci fa una ragazza scapola con una bottiglia di Chateaux Ykem
e un Fois Gras nel frigo?"
"Mah, non saprei, che cos'è, vino?"
"Vino da trecentomila la bottiglia."
"Che vuoi che ti dica, io con trecentomila lire, compro cento bottiglie. Ma
é buono, e genuino, l'andiamo a prendere io e mio cognato in Puglia a Pasqua."
Rossetto aveva cominciato a guardare nella borsa della ragazza: niente da
segnalare, guardò l'agendina: le note sui turni di servizio, molti numeri
di telefono nella rubrica, nessun appuntamento segnato per la sera della domenica.
"A proposito, Anselmi, hai verificato i turni della ragazza"
"A proposito di che, del vino?"
"No, a proposito della borsetta, cioé, dell'agenda nella borsetta, insomma
hai verificato?"
"Si, aveva fatto il pomeriggio dalle 14 alle 22, doveva smontare ma non aveva
ancora timbrato. ho interrogato le colleghe ma non hanno notato niente di
diverso dal solito"
"hai chiesto in portineria se hanno visto qualcuno?"
"Nessuno di sospetto, ma sai li si entra un po' come si vuole"
Rossetto guardó di nuovo il tabulato con le connessioni.
"Mi serve il computer della ragazza puoi occuparti della cosa?"
"Cos'ha il computer della ragazza?"
"E troppo pulito, e qualcuno ha fatto le pulizie esattamente domenica notte
verso mezzanotte, e si é concesso per di piú un chat dal computer dell'infermiera."
"Eh c'é scritto tutto sul tabulato?"
"Praticamente, se lo si legge bene"
Rossetto aspettava pazientemente, sapeva che Anselmi veva bisogno di tempo
per registrare bene le parole, ma era tutt'altro che stupido, anzi il suo
modo di ragionare gli serviva per procedere per gradi senza saltare i passaggi
e arrivare a conclusioni sbagliate (verificare sempre le fonti, non dare mai
niente per scontato, l'intuizione illuminante e il fiuto servono per darci
delle priorità nelle piste da seguire, il naso non deve offuscare gli occhi,
erano le parole di suo padre, in un altro tempo).
"Alberto, cosa é un chat?"
Puntuale nel ritardo eccola la domanda di Anselmi.
"C'e molta gente che per parlare con qualcuno accende il computer e scrive
sulla tastiera. Una specie di riunione di circolo via schermo del computer"
"E non si puó andare al bar?"
Rossetto stava per rispondere quando Anselmi si illumina.
"Un momento, a mezzanotte dici, l'infermiera é morta tra le dieci e mezzanotte
allora vuol dire che qualcuno dopo il fatto é andato nell'appartamento per
cercare qualcosa o nascondere qualcosa, bisogna chiedere ai vicini se hanno
visto,.."
"A mezzanotte?"
"Magari un vicino nottambulo, o che ha un cane".
"Magari un fidanzato nascosto che voleva semplicemente fare un po di pulizie.
Rossetto non rispose piú, aveva infilato il cappello e stava per uscire.
(fine della quarta puntata)
(quarta puntata)
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