In Bretagna, alla caccia dei fari infernali

Il racconto di viaggio di Marco e Federica, foto e testi.
(nella foto del titolo il Phare de l’île Louët nella baia di Morlaix)

Il viaggio doveva inizialmente avvenire a Pasqua, ma a causa della pandemia lo abbiamo rimandato ad Agosto.  Dopo aver verificato che la situazione dei contagi in Bretagna fosse contenuta carichiamo l’auto, più di reflex ed obiettivi fotografici, che di bagagli e…. pronti via si parte.  Decidiamo di fare l’andata del viaggio di avvicinamento alla Bretagna in due tappe, per renderlo meno duro… vista la “Canicule” che ha colpito la Francia quest’anno. Bourg en Bresse e Le Havre in Normandia sono le prime città dove ci fermiamo, la prima solamente come base d’appoggio, la seconda per vedere Etrétat e le spiagge dello sbarco. 

La vera vacanza inizia con lo spostamento in Bretagna per immortalare i famosi fari bretoni, in particolare gli “enfers” come sono definiti quelli costruiti su scogli o atolli in alto mare. I primi giorni in terra Bretone li passiamo a Dinan per recarci a Castle Meur (la famosa casa tra le rocce) e successivamente lungo il sentiero dei doganieri.  

Le stradine tortuose non ci impediscono di arrivare a Plougrescant ed a Ploumanach per fotografare il primo faro. Il tramonto sulle spiagge di granito rosa lo rendono ancora più affascinante. Il tragitto studiato a tavolino prevede che si costeggi sino a Morlaix e successivamente a Brest, che costituiscono i nostri punti strategici dove soggiornare.  Morlaix pourquoi Morlaix? è stato un mio desiderio ritornarci…solamente 30 anni fa andavo a trovare un caro amico per metà bretone e metà italiano.  I miei ricordi di un porticciolo con barche di pescatori semirovesciate dalla bassa marea, lasciano spazio ad un vero e proprio attracco completamente riveduto per imbarcazioni e yachts. Stento a credere un così grosso cambiamento. Lascio in disparte i miei sentimentalismi e ci dirigiamo a Presqu’Ile Saint Laurent. Un breve tragitto a piedi di mezz’ora ci permette di arrivare davanti ad uno dei fari più ambiti dai fotografi. 

Purtroppo il tempo è quello che è, ma nei giorni successivi i famosi cieli bretoni mi aiutano a scattare qualche bella foto. I giorni a venire ci alziamo alla buonora per vedere i fari du Petit Minou e Saint Mathieu all’alba per evitare l’orda dei turisti. Arriviamo a Plouzanè e la disperazione di essermi dimenticato la staffa del treppiede in un obiettivo lasciato nel B&B, viene completamente calmierata dalla simpatia di un turista francese,  anche lui appassionato di fari che nel sentirmi arrivare esce dal suo camper a pochi metri del cancello del Petit Minou.  Si avvicina e, credendomi un fotografo professionista, mi comincia a fare qualche domanda invitandomi a prendere un caffè. Pochi minuti ed appena albeggia una bimba dolcissima esce dal camper e mi saluta con un grosso sorriso. Dopo vari tentativi riesco a fare qualche foto appoggiandomi alle transenne in legno cercando di evitare la benchè minima vibrazione, mentre i due miei compagni mattinieri mi guardano incuriositi. 

Direi che non sono affatto venute male….(una è quella che ho allegato).  Saluto l’allegra brigata e ci rechiamo a Saint Mathieu dove purtroppo era già pieno di turisti. Riesco a fare i miei scatti inerpicandomi su stradine e viottoli.

Il giorno successivo ci alziamo per imbarcarci per Ouessant da Le Conquet.  Poco più di un’ora di traghetto, e dopo aver attraccato all’Isola di Molene, sbarchiamo a Ouessant.  

Noleggiamo le bici e via per un infinito saliscendi a vedere il Faro di Creac’h con il suo museo, il faro di Nividic e soprattutto Lei… il mio faro preferito “La Jument”.  

A Ouessant secondo un noto proverbio che dice “si veda il proprio sangue”…e forse è vero! Quest’isola ricca di fascino e di fari, mi lascia sempre senza parole…era la seconda volta che ci andavo… 

Il ritorno a Brest ormai a tarda sera. Il tempo di chiudere gli occhi ed è già mattino per un altro meraviglioso posto “Point du Raz” per vedere ed immortalare il “Faro de La Vieille” e sullo sfondo  ” l’enfer des enfer” Ar Men…peccato sia troppo troppo lontano per fotografarlo. Il nostro cammino ci porta nei giorni seguenti a Beuzec Cap Sizun ed Amboise verso la terra dei Castelli della Loira….ma questo è un altro viaggio. 
un caro saluto  
Marco e Federica 

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