(dal numero di Luglio 99)
Bella, era bella,
seduta sulla terrazza del caffé, grandi occhi con un che di solare nello sguardo.
Davanti a lei la spiaggia era allungata e luminescente.Il mare era ancora
lontano e l'alta marea l'avrebbe riportato fin sotto gli scogli solo
fra qualche ora.
La guardavo da un po' di sottecchi, incerto tra il cercare un approccio
o continuare a bere il mio caffé troppo lungo come al solito. A un certo punto
mi guarda, sorride e fa:
"Scusa, ti chiami Paolo?"
Pausa ebete con voltata di capo per essere sicuro che parla proprio a me.
"No, rispondo. Perché?"
Certo che mi chiamo Paolo, anzi Paolissimo ma ormai avevo gia risposto.
"Perché un giorno una zingara mi lesse la mano e mi predisse che avrei
trovato l'amore della mia vita sulla terrazza di un caffé di una spiaggia
bretone, e che si sarebbe chiamato Paolo."
"Ah,..no non mi chiamo Paolo, però anche a me una zingara mi predisse
che avrei incontrato il grande amore sulla terrazza di un caffé bretone. Mi
disse che si sarebbe chiamata Lucia, tu ti chiami Lucia?"
"No io mi chiamo Francesca, mia sorella si chiama Lucia, mia sorella
gemella, fra l'altro doveva venire anche lei in vacanza ma all'ultimo
momento, un contrattempo."
"Anch'io ho un fratello gemello! E anche lui doveva venire in vacanza
con me in Bretagna."
"E si chiama Paolo?"
"No, si chiama Romeo."
Il mare era risalito soltanto un po'. Io, ebete con il mio caffé troppo
lungo e Francesca, cocciuta con lo sguardo solare e il sorriso rivolto verso
il mare.
Aspettavamo, insieme e soli allo stesso tempo,...
Una Giulietta sarebbe passata di li, sicuramente fra non molto.
Pecchi