Dossier vacanze


Un Italiano in Bretagna (editorialesempre uguale)

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Che bel calvario!

In Bretagna il cielo é un po' come quello della Lombardia "che é così bello quando é bello" (A. Manzoni). Quando il tempo non é molto bello si puo' andare a fare il cosiddetto Giro dei Calvari. Un Calvario bretone é una struttura architettonica annessa di solito a una chiesa, che fa parte di un cosiddetto Enclave Parrocchiale (traduzione ardita di Enclo Paroissial) in granito grigio, con croci, statue e statuette dappertutto. Venivano costruiti e commissionati a scultori e artigiani nei secoli scorsi (6/700) per ringraziare la divina provvidenza per aver per esempio risparmiato il paese dalla peste o per chiedere perdono per chissà cosa. Spesso ad un calvario é associata una festa del perdono (appunto) a una data precisa dell'anno con processioni e costumi locali. I piú bei calvari sono concentrati in una zona del nord-finistère, da li il termine il giro dei calvari. Se non siete appassionati di arte popolare di arte religiosa, una volta visto un calvario, insomma, visti tutti.

Noi vi faremo vedere il più bello: quello di Saint Thegonnec

Eccolo il calvario

Un calvario raffigura scene della vita del Cristo e dei santi. L'obiettivo era di farsi capire anche dalla gente semplice che non sapeva leggere. Per questo le figure sono ben definite con le teste sproporzionate rispetto al corpo per facilitare la comprensione delle espressioni. Un fumetto religioso insomma, un po' come le canzoni popolari pugliesi della serie "Sant Antonio e Satanasso"

Osservando bene la foto accanto potete vedere il Cristo legato e bendato (si parla del Cristo oltraggiato) tra due sgherri che lo guardano con scherno. Da notare che il Cristo é vestito da .. Cristo e i due sgherri sono vestiti alla moda di Enrico IV (il re di Francia all'epoca della realizzazione del calvario) per raffigurare il potere costituito.

Sui bordi delle strade ma anche in giardini e in mezzo ai campi, si possono osservare croci e calvari meno nobili e conosciuti ma molto suggestivi.

(Merci Docteur Le Lez)
http://perso.wanadoo.fr/jean-jacques.lelez